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..:: Sezione Deep Sky ::..
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Lo Star hopping è un metodo semplice quanto efficace per centrare gli oggetti nel campo dell'oculare facendo semplicemente uso del cercatore e di una mappa celeste. Inoltre è l'unico metodo utilizzabile con telescopi dobsoniani. Consiste letteralmente nel saltare da una stella luminosa e/o facilmente individuabile a stelle e gruppi di stelle meno luminose fino a raggiungere la posizione dell'oggetto ricercato. Per il successo di questo metodo fondamentale sarà un corretto allineamento tra telescopio e cercatore, operazione che possiamo effettuare sulla Polare al momento dello stazionamento. Una volta pronti passeremo a studiare la carta celeste, selezionando una stella visibile ad occhio nudo che ci sia comoda da individuare in cielo e quindi da puntare. A questo punto, tenendo presente anche l'ingrandimento del nostro cercatore e il campo che ci offrirà, tracciamo a mente un percorso da seguire per passare dalla nostra stella luminosa all'oggetto ricercato. Di grande comodità sarà l'identificazione di gruppi di stelle quali triangoli, quadrilateri, archi, catene che potremo facilmente ricordare ed identificare al cercatore. Passati al telescopio, una volta centrata la stella di riferimento, seguiremo il percorso appena pianificato sulla mappa fino a raggiungere l'oggetto, tenendo conto del fatto che nei normali cercatori la visione è invertita sui due assi Nord-Sud ed Est-Ovest (se ci è più comodo possiamo semplicemente studiare la mappa ruotata di 180°).
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Esempio di Star Hopping sulla nebulosa planetaria M27 |
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Vista a largo campo del Cigno |
Per raggiungere M27 partiamo dalla brillante Albireo (Beta Cygni) muovendoci di circa 4° nella direzione grossomodo indicataci dall'ala destra del Cigno fino a raggiungere una catena di stelline tra la 5° e la 6° magnitudine. Posizionato il crocicchio del cercatore come indicato in figura, ritroveremo nell'oculare del telescopio la stupenda M27. |
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Determinare la magnitudine limite visuale è importante per stabilire la qualità del cielo sotto il quale eseguiamo le nostre osservazioni. Questo numero ci indica la magnitudine della stelle più deboli visibili ad occhio nudo. Migliori saranno le condizioni del cielo (in fatto di trasparenza e inquinamento luminoso) migliore sarà il valore rilevato e maggiore il numero di stelle visibili ad occhio nudo e negli strumenti.
Il metodo più semplice per determinare la magnitudine limite visuale consiste nell'andare alla ricerca di stelle di magnitudine nota, facendo uso di un atlante celeste, e verificando quali solo le più deboli visibili ad occhio nudo.
Un metodo più efficiente, ideato dagli osservatori di meteore, consiste nel contare il numero di stelle visibili in triangoli e quadrilateri (nel conteggio vanno incluse anche le stelle ai vertici) costituiti da stelle luminose (facilmente individuabili in cielo). La magnitudine limite visuale viene quindi ricavata da apposite tabelle, dove al crescente numero di stelle rilevato è associato un crescente valore della magnitudine limite visuale. Il metodo va eseguito con un opportuno adattamento al buio degli occhi dell'osservatore e scegliendo di volta in volta tra le differenti aree disponibili per il conteggio quella dove il cielo è più scuro, generalmente in prossimità dello Zenit (potremo quindi parlare di magnitudine limite zenitale).
WORK IN PROGRESS... |
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2005 - Astrocampania